I piccoli imprenditori possono competere sul piano della specializzazione e delle relazioni con il cliente

 

 

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I piccoli imprenditori possono competere sul piano della specializzazione e delle relazioni con il cliente

Il passaggio al digitale, la paura di poter essere sopraffatti da un mercato che vede sempre più prevalere i brand internazionali, la voglia di competere da parte dei piccoli territori, la forza di influencers e testimonial, il valore della scuola e il ruolo attivo dei giovani. Sono stati questi alcuni dei temi sviluppati nel corso della prima delle “Giornate dell’impresa digitale” organizzata in Camera di Commercio dall’Ente camerale potentino. Una “prima” che ha visto come protagonista Robin Good, nome d’arte di uno dei padri del marketing moderno e pioniere del digitale. Noto per essere stato il primo italiano ad aver fatturato un milione di dollari a Google con la pubblicità, Robin Good ha collaborato con la Banca Mondiale, la FAO, il Programma Alimentare Mondiale, l’United Nations Environment Programme, l'Asian Institute of Technology e oggi supporta tanti piccoli imprenditori alla ricerca della propria identità in un mondo che cambia molto in fretta.

«La condizione affinché i piccoli imprenditori possano reggere la grande battaglia con le multinazionali è passare da “brand” a “friend” – ha dichiarato Robin Good, citando il titolo del suo ultimo libro – e cioè instaurare relazioni autentiche con i clienti. Il che significa prima di tutto fare un’attenta analisi dei propri punti di forza e di debolezza, e poi dedicare del tempo e delle attenzioni che possano generare autorevolezza, reputazione e conseguentemente valore. Sarà la voce diretta e genuina di chi lavora in un’azienda a fare la differenza, più che una sigla o un marchio, nel prossimo futuro. Perché far sentire apprezzato un consumatore o un cliente è più facile per un piccolo imprenditore che per un’azienda globale, a condizione di sposare comunque la digitalizzazione, ormai irrinunciabile, studiando la concorrenza e provando a ritagliare una propria nicchia».

Consigli utili molto apprezzati dalla platea, composta prevalentemente di imprenditori e liberi professionisti, a cui si sono rivolto il presidente della Cciaa di Potenza, Michele Somma, e il segretario generale dell’Ente camerale, Patrick Suglia, ricordando il nuovo ruolo delle Camere a supporto della digitalizzazione grazie agli sportelli PID, Punto Impresa Digitale, chiamato ad essere il primo punto di contatto tra le piccole aziende del territorio e processi che ormai investono il 97% delle imprese, chiamate a competere nell’ambito di un processo, quello di Industry 4.0, che rappresenta anche un profondo rinnovamento culturale, oltre che tecnologico.