
Si sono conclusi da pochi giorni le Olimpiadi della Tolleranza in Germania organizzate a Lauchhammer dall' agenzia di sviluppo e formazione Wequa, con la collaborazione del partner Eepl, responsabili del progetto Xenos, sulla tolleranza e la democrazia per i giovani in Europa.
Per l'Italia referente del progetto è la Forim, azienda speciale della Camera di Commercio di Potenza, che ha coordinato la partecipazione italiana nei tre anni del progetto, ed ha accompagnato quest'anno la rappresentanza dell'Istituto Leonardo da Vinci di Potenza, con i suoi due indirizzi: liceo linguistico e Igea.
Anche quest'anno, il terzo dopo l'edizione del 2009 e del 2010, entusiasmo e allegria hanno caratterizzato la vita dei giovani provenienti dalle scuole di 11 Paesi europei: Germania, Italia, Portogallo, Republica Ceca, Ungheria, Polonia, Olanda, Turchia, Romania, Grecia e Svezia.
Dopo la solenne inaugurazione con l'accensione della torcia olimpica, i gruppi provenienti dai vari Paesi, in genere, appartenenti alle classi terze e quarte di scuola superiore, si sono confrontati in gare sportive nel bosco e sul lago, hanno ballato e cantato insieme, hanno sfilato in gruppo sul palco e soprattutto hanno partecipato alla competizione sul tema "il limone blu", dove ogni gruppo ha presentato il prodotto che aveva elaborato nella propria scuola tra maggio e giugno, con grande creatività e abilità tecnica e lavoro di gruppo.
La competizione l'ha vinta il gruppo svedese, con un video di grande effetto, ma la pattuglia potentina del Da Vinci si è comportata benissimo, sfiorando il terzo posto e riscontrando grandi apprezzamenti e complimenti.
E sono stati gli stessi ragazzi a votare e a determinare così la graduatoria finale di tutti lavori, accomunati dal riferimento al limone blu e finalizzati a creare tante piccole opere artistiche sul tema della diversità, dell'accettazione e integrazione del diverso e dell'importanza di una società multiculturale e multirazziale.
Alla fase di premiazione ha partecipato anche il direttore della Forim, Franco Fucci, in qualità di componente della giuria internazionale, presieduta dall'ingenere Socrates Giapapas, che fu atleta della squadra greca e tedoforo alle Olimpiadi di Roma nel 1960.