Si chiama “Puntino ad ago di Latronico” ed è una particolare tecnica di ricamo molto laboriosa, praticata senza telaio - la cui esclusività è stata riconosciuta da importanti riviste specialistiche nazionali del settore - che trova le sue lontane origini nelle città della Magna Grecia, dove, grazie agli spostamenti commerciali nell’area delle colonie greche, questo tipo di pizzo si diffonde come elemento decorativo dei capi di vestiario. A Latronico (in provincia di Potenza) ha trovato terreno fertile per la realizzazione di corredi nuziali – lo stile fine e molto elegante per la sua linearità si sposa perfettamente con capi e arredi moderni di stile minimalista - diventando patimonio pressoché esclusivo della zona.
L’amministrazione comunale di Latronico, che ha autorizzato la registrazione del marchio collettivo “Puntino ad Ago di Latronico”, del relativo disciplinare di produzione e del Regolamento d’uso, ha chiesto alla Camera di Commercio di Potenza di divenire Ente terzo per i controlli di qualità in quanto specificatamente indicata dallo stesso Comune nel Disciplinare per l’utilizzo del marchio.
“E’ con piacere ed entusiasmo che abbiamo aderito a questa richiesta – spiega il presidente della Cciaa potentina, Pasquale Lamorte – poiché crediamo che il patrimonio dell’artigianato artistico possa diventare un elemento di attrattività collaterale al turismo, nella nostra provincia. Nel caso specifico, poi,
il puntino ad ago di Latronico potrebbe diventare un’opportunità di lavoro per le giovani dell’area, che come è noto si caratterizza per alti indici di disoccupazione”.