Dal Centro Tutela Consumatori Utenti, suggerimenti su qualità e conservanti per scegliere al meglio i mandarini e i mandaranci da acquistare. Chi mangia il frutto desidera di solito che sia facilmente sbucciabile; attenzione che questa cosa può essere però anche segno di scarsa qualità. “La cosiddetta “sbucciabilità” può indicare, ad esempio, un tempo di stoccaggio troppo lungo. Pertanto, quando si comprano mandarini, il consiglio è quello di scegliere frutti solidi al tatto”, spiega Barbara Telser, consulente del CTCU. Fra la buccia e la polpa del frutto vi è infatti un interstizio, che si può facilmente riconoscere toccando il frutto. In tale caso, lo stesso mostra segni di ammaccatura e la polpa ha un sapore secco.
Gli agrumi andrebbero sempre conservati in luogo fresco. Sono adatti a rendere variopinti i nostri portafrutta solo nel caso in cui vengano consumati a breve. Per conservare gli agrumi contro le muffe, essi vengono trattati con varie sostanze conservanti, come il tiabenzadolo (E233) o il bifenile (E230). Sbucciando i frutti, queste sostanze possono trasferirsi sulle mani o, peggio ancora, in bocca. Se poi i frutti vengono suddivisi usando le mani, parte delle sostanze può depositarsi sulla polpa e venir quindi ingerita.
Il consiglio, pertanto, è di lavare sempre i frutti con acqua calda prima del loro consumo. Le sostanze con cui sono stati trattati non si lasciano lavare via per intero: per questo poi sarebbe anche buon uso lavarsi sempre bene le mani. Mandarini e mandaranci di produzione biologica non possono essere trattati con conservanti, né durante la produzione, né dopo il raccolto.
fonte: Centroconsumatori.it








